mercoledì 27 gennaio 2016

AVANTASIA - Ghostlights Review

GHOSTLIGHT


Release: 29 January 2016


Hometown: Germany

Genere: Symphonic Metal/Rock

Tracklist:

01. Mystery Of A Blood Red Rose
02. Let The Storm Descend Upon You
03. The Haunting 
04. Seduction Of Decay
05. Ghostlights
06. Draconian Love 
07. Master Of The Pendulum
08. Isle Of Evermore
09. Babylon Vampyres
10. Lucifer
11. Unchain The Light 
12. A Restless Heart And Obsidian Skies

Quello che viene imbastito tutte le volte da Tobias Sammet quando si tratta degli Avantasia è sempre una cosa sola: una sorprendente, magnifica e grandiosa opera metal/rock che coinvolge i più grandi artisti della scena musicale contemporanea, veri gioielli che brillano come rubini dentro ad un forziere.

Ghostlights non smentisce questa tendenza, ma come spesso accade in situazioni del genere ci sono due strade che si possono percorrere, quella che rischia di diventare monotona, pedante e ormai sempre tutta uguale, o quella che riesce a trovare ancora una volta una scintilla capace di far brillare un disco, facendolo diventare uno sfavillante diamante che mette in ombra tutto il resto.

Ed è questo quello che è successo. Complici delle guest star di tutto rispetto che mettono dentro alle tracce tutta la loro grinta, il carisma, la vocalità ed un bagaglio personale che solo artisti del calibro di Michael Kiske (Helloween), Bruce Kulick (Kiss), ma anche di Marco Hietala (Tarot, Nightwish) e Sharon Van Adel (Within Temptation), Ghostlights porta in scena ancora una volta un grandissimo e opulento lavoro di scrittura musicale destinato a suonare per tutto questo nuovo anno iniziato sotto i migliori auspici e che porta avanti il concept di uno dei precedenti album incentrati sul tempo che scorre, inafferrabile ed inesorabile.

"Mystery Of A Blood Red Rose" apre le danze di questo carosello barocco che risulta essere molto più metal che epico, decisamente più power che rock, in un connubio di equilibri perfetti che si avvicina alla perfezione ed è anche l'unica traccia in cui la mente creatrice di Tobias canta senza il supporto di una guest star. Devo dire la verità: lui non mi ha mai fatto impazzire per vocalità e tonalità, ma ammetto che questa volta mi ha stupito anche perché, almeno nel mio caso, il rischio era di precludere l'ascolto delle tracce successive se avesse fallito miseramente questa prova.

L'epicità di questo album esplode tutta nella lunghissima e magniloquente "Let The Storm Descend Upon You", ben dodici minuti di brano con un enorme coro in puro stile sinfonico dal grande coinvolgimento vocale.

Toccando melodie orientaleggianti ("The Haunting"), ammiccando poi al sound dei The 69 Eyes di "Paris Kills" in "Draconian Love", ci si appresta ad affrontare tracce che scorrono tra la potenza di un power ben costruito e la dolcezza di ballad malinconiche ed eteree ("Isle Of Evermore"), passeggiando per brani che sembrano essere scritti per i loro interpreti ("Master Of The Pendulum"e che riescono ad incarnarne alla perfezione lo spirito ed il cuore.

Il lavoro fatto da Tobias è sicuramente tra i più pregiati e curati, di quelli che ti fanno trattenere il respiro dalla prima all'ultima nota, un prodotto di una qualità superiore che non smentisce mai le attese e che riesce ad inserirsi perfino tra i suoi migliori lavori fatti negli ultimi anni.

8.5/10
Dora


Line - Up:
Tobias Sammet + Guests

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